Sabato 31 luglio siamo ad Urbino perchè è la seconda serata del Festival Frequenze Disturbate e stasera sono in scena i Kings of Convenience.
Appena arrivate cerchiamo di capire la logistica dell'evento che prevede una sorta di percorso alla “giochi senza frontiere” per arrivare davanti al palco. Si deve passare dentro il Palazzo ducale fino a sbucare in una vietta laterale dove ci sono i controlli e l'entrata ufficiale, ad Urbino piacciono le cose complicate. Sono rimasta piacevolmente sorpresa dell'organizzazione e dell'efficienza del festival, quasi “troppa” rispetto alla portata dell'evento ma in questi casi la sicurezza non è mai abbastanza.
Siamo in anticipo e quindi optiamo per un campari, seguendo l'esempio di Eirik ed Erlend che si stanno ammazzando di aperitivi davanti ai nostri occhi, circondati da altri nordici.
Ma bando alle ciance e veniamo al concerto.
Precedono il duetto di Bergen, Denise e The Niro. La prima porta sonorità quasi infantili e una voce particolare che, non me ne voglia, mi ricorda molto Arisa. Il secondo, Davide Combusti, porta sul palco del cantautorato struggente che devo dire si adatta bene alle atmosfere della serata.
Verso le 23, su di un palco piuttosto scarno di strumenti appare il gruppo principe della serata e si da inizio ad un'ora e 20 di pezzi dolci e malinconici, quello che aspettavamo.
Si alternano canzoni dell'ultimo album Declaration of Dependence e di Riot On An Empty Street, il pubblico si divide tra gli attenti che cantano e chi si lascia rapire dal partner, abbiamo notato svariate coppie partecipare alla gara del limone, evidentemente i norvegesi portano amore.
L'unica pecca della serata sono i pochi gradi, più che ultimo giorno di luglio sembrava ottobre inoltrato e questo freddo, con mia sorpresa, da fastidio anche a loro che sul palco si lamentano al punto da scaldarsi le mani tra un pezzo e l'altro e da far notare la cosa al pubblico.
Il live inizia in modo molto intimista, con My ship isn't pretty se non sbaglio, per poi spostarsi verso ritmi più allegri e ballabili fino a quando entrano sul palco due musicisti: Davide Bertolini al contrabbasso e Tobias Helt al violino. Da questo momento ci sarà un crescendo sia nei suoni che nell'interazione con il pubblico, chiedendoci di cantare e di applaudire a ritmo. Purtroppo la scaletta non saprei dirvela ma so che gli ultimi due pezzi del concerto sono stati Misread e I'd rather dance with you, durante la quale probabilmente è salito l'effetto dei mille aperitivi che avevano bevuto prima ed Erlend si è esibito nel suo solito balletto dinoccolato. La conclusione è un falso allarme, ricompaiono dopo poco sul palco e più che un bis sembra un karaoke, il gruppo intona delle canzoni famose come Get up Stand up di Marley o I love you baby di Gloria Gaynor e il pubblico canta in coro. E' mezzanotte e mezza e ci salutano davvero, rimango stupita dalla svolta danzereccia del concerto e devo dire che questo duo norvegese è riuscito sena fatica a far divertire e scaldare la fredda Urbino di luglio.Thumbs up per l'organizzazione e il concerto, aspetto con piacere il prossimo anno per tornare.
Foto: Giulia Traini

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August 7, 2010
12:30 pm
August 7, 2010
03:25 pm