Limp Bizkit live @ Palasharp

22.09.10 - posted by MissElena Share

Appuntamento imperdibile quello svoltosi sabato scorso al Palasharp di Milano con i Limp Bizkit per l’unica data italiana che precede l’uscita di Gold Cobra.
Quando salgono sul palco i Blackout il palazzetto pare un po’ vuoto, ma solo probabilmente perché la pioggia ha creato difficoltà ai tanti fans di arrivare in orario: difatti, già a metà serata il palasharp è strapieno. Ma parliamo della musica!
I Blackout arrivano dall’Inghilterra e con il loro emo-core riescono a scaldare per bene il pubblico: non sono ovviamente eccelsi, ma si impegnano molto e il loro continuo movimento sul palco e la loro voglia di far bene ci convince, come credo abbia convinto molti dei presenti.
Segue l’intervallo, finchè non si abbassano le luci e si sentono le note di “Pure Immagination”, che lasciano un po’ spiazzati, ma sempre curiosi.
A luci accese i componenti dei Limp Bizkit a turno salgono sul palco, dove troneggia la bandiera italiana appesa ai piatti di DJ Lethal (Bandiera che poi verrà coperta da uno striscione con la scritta “Welcome home” che Fred recupererà dalla prima fila)
Le prime canzoni a scuotere il pubblico sono Why try, Break stuff e My Generation.
Seguono Livin it up, Life in the fast lane, Eat you alive, hot dog, My way: l’impressione vedendo anche poi i pezzi che seguono è di un concerto bello e sentito a parti alterne. Ovvero vi sono stati dei momenti totalmente vissuti con del pogo sfrenato, altri non ignorati, ma quasi volutamente non sentiti. Seguono Boiler e Rollin che viene cantata proprio da tutti, nonché anche ballata direi.
Piccola pausa accompagnata da That’s amore che lascia in molti grande perplessità, almeno finchè Fred non rientra accompagnato da Dj Lethal per Behind blue eyes, che a parer mio è stato uno dei momenti più belli dell’intera serata, perché metà palazzotto stava cantando.
Davvero splendido.
E’ il turno di Nookie, per la cui esecuzione Fred fa salire tre fortunati dal pubblico, di cui gli ultimi due canteranno anche delle strofe: ci teniamo a precisare che il terzo fortunato è una ragazza… Che esegue il pezzo finale alla perfezione.
Davvero interessante.
Note conclusive con Take a look around, che animano l’intero palasharp, e che fanno divertire anche per la richiesta dello stesso Durst di “sedersi” fatta al pubblico, per poi far saltare tutti sull’ultima parte conclusiva.
Dopo una piccola carrellata di intro di famosi pezzi quali Alive, Smell like teen spirit ed un’altra canzone che non ricordo, parte Faith che coinvolge davvero tutti e conclude con grande partecipazione e forte carica questa serata.
 
A conclusione ed a mente ormai fredda le uniche considerazioni possibili sono che effettivamente la delusione all’uscita e nei discorsi di tutti era ben presente.
Forse per i pochi pezzi vecchi, o forse per la durata stessa. Amici che li hanno visti più volte dicevano non fossero in forma, che Wes fosse stato il peggiore sul palco.
Io che di musica forse capisco poco, devo però ammettere che sono riusciti a divertirmi.
La carica poi che si respirava al Palasharp non era di certo nascosta.
Potremmo dire che forse non è stata la loro migliore esibizione, ma di certo hanno fatto un live discreto senza lodi nè infamie.
 
Dovessero ricapitare in tour per Gold Cobra il consiglio è comunque di andare a vederli, vogliate per un tuffo nel passato (E che tuffo!), o per la sola curiosità.
 
In attesa del disco vi lasciamo alle foto della serata che trovate as usual nella sezione photoset

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