La difficoltà di suonare dal vivo

12.06.07 - posted by darkmavis Share

Io ho un gruppo musicale, e come ogni gruppo musicale ha una primaria aspirazione: suonare. Ma non suonare chiusi in una stanza, ma ovviamente dal vivo. E questo è un problema.
Infatti dalle mie parti (costa adriatica marchigiana) suonare non è tanto semplice, soprattutto se fai dei generi "strani", o fai canzoni di gruppi "stranissimi" come i Pearl Jam, Soundgarden, o altro ancora. Per non parlare della musica elettronica indie, che dalle mie parti elettronica equivale od all'House od alla Tecno. La New Wave o già il termine più generico Indie sono parole sconosciute o taboo, che se nominate bisogna subito prendere in giro chi le pronuncia o glissare l'argomento senza troppi problemi.
Quindi questa situazione ti costringe a suonare pochi generi, come l'hard rock anni '70 (dove già i Black Sabbath sono troppo "Hard"), quindi Cream, Led Zeppelin, Deep Purple e così via, oppure come il Jazz, ma se non sei già qualcuno a livello locale è dura trovare date, oppure fare una bella Tribute Band, di gruppi ovviamente straconosciuti, come gli U2, i Queen, Vasco Rossi (!!!), e così via. Già i R.E.M. son troppo alternativi qui da me.
Se non fai parte delle categorie supracitate, semplicemente non suoni, o al massimo, sempre se sei fortunato, ti fanno suonare insieme ad altri gruppi, ovviamente non pagato ed il service te lo devi pagare.
Tempo fa, parlando con vari amici sparsi per l'italia, mi hanno fatto capire che, se al sud più o meno è come da me, al nord è quasi l'opposto.
Quindi mi son chiesto: perchè da noi son così ottusi?
Questo post non è un'atto dispregiativo verso le Tribute Band o di quelle band che dalle mie parti sono "fortunate", sia mai, ma è uno sfogo verso una parità di diritti per quei generi che magari sono meno (relativamente) popolari ed altrettanto belli (escluso Vasco).

Voi, lettori sparsi in tutta italia, mi confermate questa impressione, oppure lo scenario è diverso da come me lo sono immaginato?

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