Frightened Rabbit @ La Salumeria Della Musica, 12-11-2010

25.11.10 - posted by Cecco Share

Quante volte vi è successo di innamorarvi perdutamente di una band al primo ascolto?
Quante volte siete andati ad un concerto di una band che non conoscevate e siete usciti fan sfegatati?
Quante volte avete pensato: “come ho fatto a non ascoltarli prima?”.
Se non si è ancora capito, i Frightened Rabbit hanno colpito nel segno nel loro concerto milanese alla Salumeria della Musica.
La band di Selkirk, Scotland, ha infiammato il pubblico, non numeroso ma comunque molto caldo, in un concerto clamoroso e davvero davvero emozionante.
Mi è difficile stavolta essere completamente obiettivo, perché ci vanno di mezzo emozioni strane, forti e difficilmente ripetibili.
In un set dove trovano spazio brani da tutti e tre gli album della band scozzese, mi rendo conto di come i Frightened Rabbit siano già padroni della scena, padroni del palco e soprattutto padroni della stupenda musica che sanno creare.
I pezzi tratti dal loro ultimo album The Winter of Mixed Drinks si sono insinuati bene nei cuori dei fan, tra tutti Swim Until You Can't See Land e Nothing Like You, che, a giudicare dalla reazione, sembra essere una delle preferite del pubblico.
Un pubblico che si dimena, partecipa e si scatena spesso e volentieri, in particolare con Old Old Fashioned, pezzo strepitoso eseguito in maniera impeccabile.
L'esibizione da lacrime agli occhi di Good Arms Vs. Bad Arms, con Scott Hutchison che si mette a nudo, con la sua chitarra e lo sguardo perso nel vuoto, racconta le pene e l'inferno di un uomo ormai solo, e in quel momento mi rendo conto di come la musica, le parole, e una canzone possano raccontare una vita intera in pochi minuti. E' anche questa la forza dei Frightened Rabbit, saper raccontare, molto personalmente, la vita attraverso la loro musica.
Il concerto continua aumentando di intensità, e il locale sembra riempirsi anche dei ritardatari dell'ultimo momento.
L'atmosfera che si è creata è di grande intimità, e l'apice lo si raggiunge con Poke, che viene eseguita da Scott in versione totalmente unplugged, con chitarra scollegata dall'amplificatore e voce senza microfono: una meraviglia per le orecchie.
C'è lo spazio anche per qualche pezzo del primo album, Sing The Greys, che Scott definisce modestamente "slightly shitty": Be Less Rude e The Greys.
L'alchimia della band sul palco è davvero sorprendente: Scott Hutchison è chiaramente la forza trainante, e i suoi compari gli fanno da valido supporto.
Il crescendo inesorabile della qualità e della quantità di questo spettacolare concerto trova il suo apice proprio nella sua conclusione.
The Twist è evocativa ancora di più rispetto alla versione già stupenda dell'album, e funziona da trampolino di lancio per l'apoteosi finale di The Loneliness And The Scream, altro pezzo da cinque stelle super lusso tratto dall'ultimo album della band scozzese.
Tutto il pubblico si stringe sotto al palco, ululando le note della canzone e battendo le mani a tempo. Una perfetta conclusione per un concerto perfetto, durato oltremodo quasi due ore. Una grande prova di maturità per una band che in Italia deve ancora raggiungere la notorietà, ma che può già contare su una buonissima base di fedeli fan.
Tra i quali, dopo questo concerto, ci sono anch'io.
 

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