Sara Lov

04.03.11 - posted by *mareen* Share

A volte ci sono dei concerti che sai di non poter perdere, a maggior ragione dopo una giornata che definire orrenda sarebbe un eufemismo.
Sara Lov ha questo potere di riconciliarti con il mondo, almeno per una sera e, invece che crogiolarti nelle tue incazzature, sai bene che è molto più terapeutico andarla a sentire.
La voce femminile dei Devics è molto amata in Italia e l'amore è ricambiato, visto che le date live riservate al nostro Paese sono sempre molto numerose. Stavolta tocca proprio a Milano aprire il tour a supporto del nuovo disco di cover,  "I Already Love You", riproposte da Sara con quel tocco soft e magico che solo lei sa dare.

Alla Casa139 l'attesa è palpabile e tocca ai pavesi Emily Plays scaldare gli animi in attesa della cantautrice americana: bravi ed energici, ottengono attenzione ed applausi anche da chi, come me, è quasi sempre tiepida di fronte ai gruppi di apertura.
Alla fine del loro breve ma convincente set, ci si imbatte nella figura minuta e luminosa di Sara Lov, che dispensa saluti in italiano e sorrisi a non finire ed è qui che pensi che certi artisti sono capaci di creare un'alchimia speciale con il pubblico. Alchimia ancora una volta sancita da questo live che è un gioiellino da portarsi dentro a lungo.
Sara sale sul palco accompagnata dal barbuto Scott Mercado, al solito fedele comprimario: la combinazione della Lov e di Mercado sul palco è perfetta, strumentalmente e vocalmente, e non fa rimpiangere per un solo secondo la presenza della band al completo.
E' la prima data e, come sottolinea Sara, molte cose sono da mettere a punto, come si nota dalle pause tra una canzone e l'altra occupate ad accordare strumenti e a creare il giusto sottofondo di basi preregistrate, ma nessuno è infastidito da tutto ciò. E come si potrebbe, quando già alla prima canzone si è già così soddisfatti da pensare: "ok, posso anche andarmene a casa che sono a posto così?". La sua versione di "There Is a Light That Never Goes Out" è qualcosa che fa venire i brividi e l'applauso scrosciante alla fine illumina gli occhi di Sara di quella gratitudine che siamo noi a provare per lei, adesso e per tutta la durata del concerto, nel quale alterna cover, tra le quali spiccano "My Body Is a Cage" degli Arcade Fire e "La Bambola" di Patty Pravo, italianissimo omaggio, alle sue creazioni, come "New York" e "Just Beneath the Chords", eseguita su richiesta, tanto per non farci mancare nulla.
Artista notevole e donna adorabile, non si potrebbe davvero chiedere di più.
Ti aspettiamo ancora, Sara, sai che ci saremo sempre, a supportarti e a farti ridere con le nostre cazzate

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