Quando i Dinosaur Jr sono è a Milano o dintorni non posso mai perdermeli, farmi spettinare dal basso di Lou Barlow ma soprattutto dalla montagna di ampli che si porta dietro J è sempre un'esperienza sonica. Questa sera i Dinosauri sono rimasti a Boston e in giro c'è J da solo.
A lui nella dimensione solista sono particolarmente legato, visto che l'unico concerto che sono riuscito a vedere al CBGB's di New York, qualche mese prima che lo chiudessero, è proprio il suo. Allora i Dinosauri si erano appena riaffacciati al mondo in formazione originale, non si sapeva quanto sarebbero durati... Il concerto che vidi millenni fa al CBGBs ricalca perfettamente quello di stasera.
J è seduto, la scaletta scritta su un foglio di carta di quaderno (qualche anno fa a NY era su un tovagliolo, che conservo ancora), in faccia ha sparato un fender twin reverb, alla sua sinistra un Vox. Completa l'attrezzatura una Gibson acustica che però verrà suonata quasi sempre con la levetta sul "distorto" o "più distorto", niente vie di mezzo.
Il nostro uomo arriva puntuale alle 11 e il pubblico, tutto composto da over-35, è subito in visibilio. Il buon J appena saluta, mette un libricino viola con i testi sul leggio, un'accordatina e parte con The Wagon, il pezzo che apre Green Mind, il primo disco dei Dinosauri senza Lou e già si intuisce che per il resto del concerto ascolteremo pezzi "meno classici", ma che comunque hanno fatto la storia del rock alternative americano.
La scelta poi cade sui primi due pezzi dell'ottimo disco solista, uscito da pochissimo su Sub Pop, presentati da J come "this is the first song on my new album" (ovvero Listen to me) che, il pubblico riconosce e canticchia e "this is the second song on my new album" (Several Shades of Why). Sul foglio di carta-scaletta sono riportati invece che i titoli i numeri 1 e 2.
Segue una cover di Circle, hit fine anni 80 di Edie Brickell & New Bohemians, il gruppo della moglie di Paul Simon. La seconda strofa fa: "And being alone is the best way to be/When I'm by myself it's the best way to be/ When I'm all alone it's the best way to be/ When I'm by myself nobody else can say goodbye", forse un messaggio sotto le righe per dire che J sta bene da solo? Conoscendolo come orso, molto molto probabile.
Il pezzo successivo vede fare la sua unica apparizione della produzione più recente dei Dinosaur Jr, Ocean is in the way, da Farm. Subito dopo J si lancia su un suo classico, Get Me, dove la fa da padrona un assolone stratosferico e subito dopo, sempre da Where you Been arriva Not The Same, che fa vibrare tutto il bloom quando J tocca le corde più basse della Gibson.
Si ripassa al volo su Several Shades of why con una versione di Not Enough velocizzata rispetto al disco, ma il passato di J è così importante che ci si ributta subito negli anni 90, tra l'altro chiara decade di riferimento per la maggior parte del pubblico. Arrivano Ammaring che ci manda tutti "ammario" con un assolo di 5 minuti interi e la quasi zeppeliniana Flying Cloud. Un altro pezzo del nuovo disco, Can I, anche questo ottimo e poi si ritorna indietro, con Repulsion direttamente dal primo disco dei Dinosauri, Not you again e Alone da "Hand it Over" dall'ultimo disco dei Dinosaur Jr prima del ritorno discografico 10 anni dopo. In questi 3 ultimi pezzi J sfoga tutta la sua capacità chitarristica e se mancasse la botta di basso e batteria sembrerebbe di stare davanti alle millemila testate marshall che usa nei Dinosauri per la sferzata di note distorte che ci arrivano in faccia.
J torna indietro nel backstage e un paio di minuti dopo si riaffaccia davanti al pubblico del Bloom, suona Quest sempre dal primo disco dinosaurico e poi si lancia in Little Fury Things da "You are living all over me" che chiude il concerto tra gli applausi del pubblico, che vorrebbe qualcosina di più, ma si sa, J è fatto così, un'ottantina di minuti di concerto e via.
Alla fine tutti sono abbastanza appagati, J non è una novità da queste parti, si sapeva esattamente cosa aspettarsi... Tra le cose negative c'è sicuramente da dire che J ha in repertorio dei pezzi che potrebbero trascinare al sing-along in modo mostruoso, ma non è un entertainer, si sa. Lui comunica con la chitarra, con gli assoli da 300 note al secondo, non incita il pubblico a cantare o collaborare con lui, non si alza mai dalla sua sediolina e da metà concerto in poi praticamente non parla più.
Però gli vogliamo bene lo stesso, anzi!
Per chi si fosse perso il concerto il disco di riferimento è J Mascis Live at CBGB's: the First Acoustic Show, uscito qualche anno fa. Praticamente escludendo i pezzi del disco nuovo lì c'è quasi tutto quello che è stato suonato ieri sera.
Ora attendiamo anche in Italia le date dei Dinosaur che stanno per portare in giro per gli States Bug, il loro capolavoro del 1988, nella sua interezza.
