Shellac live @ Bloom 22 Maggio 2011

24.05.11 - posted by f.posa Share

Una domenica sera di fine primavera, si sta bene, mancano le zanzare, il bloom ha fuori il tendone dove vendono patatine e salamella, a prezzi medio bassi (e porzioni medio basse), già dalle 8 e mezza c'è abbastanza gente e alle 23.50 quando inizieranno a suonare gli Shellac il Bloom sarà pieno.

Prima dei 3 bruttissimi di Chicago sale sul palco Helen Money, al secolo Alison Chesley, già collaboratrice di gente come MONO, Anthrax, Russian Circles, Bob Mould, Chris Connelly, Broken Social Scene, Joe Lally, ecc ecc. E' sola con il violoncello, loop e distorsioni. Idea non troppo originale ma comunque i suoi strumentali sono abbastanza interessanti, pur con delle strutture relativamente semplici. Probabilmente sarebbe da ascoltare insieme a qualche altro strumento, con canzoni più strutturate e forse sarebbe un elemento insostituibile in qualche band post rock... Ci farebbe piacere rivederla in queste vesti...

La violoncellista stacca alle 23.30, in una ventina di minuti Todd Trainer posiziona la sua batteria abbastanza minimal al centro del palco, Steve Albini e Bob Weston tirano fuori i loro vissutissimi strumenti con manici di alluminio fatti dalla Electrical Guitar Company, (di cui Steve sfoggia anche una maglietta) e senza troppi fronzoli attaccano.

L'esperienza di vedere gli Shellac dal vivo è sempre unica, ma sai già cosa aspettarti. Steve con la chitarra legata alla cintola che suona con un plettro di piombo, Todd che suona con le bacchette al contrario e suda sul rullante (che è addirittura arruginito per questo motivo), Bob con il suono di basso DEFINITIVO, che scruta il pubblico e urla nel microfono alternandosi alla voce solista con Steve.

I pezzi sono quasi tutte marce ipnotiche e isteriche, che ad un certo punto cambiano di ritmo e ti aggrediscono direttamente al collo, inframmezzate da deliri di Steve che blatera i suoi proclami da messia mentre la sezione ritmica macina chilometri senza fermarsi. I pezzi sembrano arrivare da una scaletta decisa quasi al momento, sono Steve e Bob che chiedono a Todd se vuole fare quello o quell'altro pezzo.

Il pubblico (o meglio la ridotta parte dei ggiovani, visto che non si può certo dire che il target degli Shellac sia quello dei teen) si scatena nel pogo con Steady As She Goes e Prayer to God, due classici immancabili a tutti gli show del trio di Chicago.

Nel finale arriva Wingwalker in cui Steve suona la chitarra con i denti e sul finale di puro noise tutti e tre i musicisti allargano le braccia a mo' di aeroplanino Montelliano...

The End of Radio chiude lo show, Steve parla un po' di Italiano dicendo che il microfono non funziona (anche se va benissimo) e sparando un paio di bestemmioni suggeriti da Bob che scatenano le risate fra gli astanti.  Su questo pezzo Todd improvvisa la classica scenetta con un altro rullante in mano o in testa, in piedi in giro per il palco mentre lo suona completamente a caso e fuori tempo. Ha le bacchette infilate nelle scarpe e le fa volare in giro mentre Bob ripete lo stessso giro di basso all'infinito e Steve delira chiudendo la maggior parte delle frasi con "Can you hear me now?" tirando dentro anche Martina Navratilova (?). Ad un certo punto rimane solo Todd a suonare, gli altri due gli smontano la batteria mentre ancora picchia, fino a portagli via anche lo sgabello.

Pubblico in adorazione, show is over. Un'ora e venti-trenta di concerto, la durata ottimale per una band così. La batteria è smontata, quindi niente bis per chi urla "uiuontmor". I 3 non-belli si fermeranno poi a vendere magliette (francamente orribili) direttamente dal palco a parlare con i fanz che tirano fuori vinili assurdi da far autografare.

Insomma, gli Shellac fanno il loro show e ci piace, se tornano in zona si rivedono sempre volentieri, anche se ho sempre timore che lo sguardo e la "bellezza" di Todd Trainer possano tramutarmi in pietra neanche la Medusa.

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