Uno degli appuntamenti più interessanti e particolari di luglio si è svolto nuovamente nella splendida cornice del castello sforzesco di Vigevano, ed il protagonista indiscusso della serata è stato Jack Johnson.
Grande assente da 5 anni, giunge in un contesto che a parere di molti gli è tanto strano, quanto congeniale: beh, a voler ben guardare lui starebbe davvero bene solo su una bella spiaggia qualsiasi, accanto ad un falò qualsiasi con un buon profumo di salsadine e col rumore delle onde in sottofondo. Prigioniero all’interno di 4 mura pare sempre estremamente fuori luogo… Non che vi siano oscuri motivi dietro, solo vi è sempre l’impressione la sua musica abbia bisogno di determinati elementi per incantare maggiormente. Ecco, al Castello di Vigevano, con il grande prato, il contesto poco illuminato vi stava di certo meglio che in un locale, come avvenne all’Alcatraz la prima volta nel 2006.
Sorvolando sulla location su cui non ci si dovrebbe dilungare troppo in genere, l’evento ha preso fin da subito un contesto rilassato e di grande attenzione non all’apparenza, ma bensì alla pura musica. Rompe il ghiaccio Kaki King, rinomata ai più come una delle artiste rivelazione degli ultimi anni, con la sua musica che è un buon compromesso tra post rock e pura sperimentazione: quasi incanta, come da sola sul palco riesca da sola a focalizzare l’attenzione di tutti. Ed è davvero solo la musica la protagonista, con lei vestita in modo semplicissimo e con delle infradito ai piedi… Elemento che richiama il protagonista che sul palco deve ancora esibirsi.
Jack Johnson è uno dei pochi nel suo genere ad aver davvero ottenuto un enorme successo, forse grazie al fatto che all’inizio ha avuto dalla sua parte Ben Harper, il quale per mesi lo ha voluto come supporto ai suoi tour (Mai in Italia però!).
Il suo modo di porsi sul palco dev’essere lo stesso con cui affronta la vita, a sentire le tante interviste rilasciate nel corso degli anni; semplice e gentile con un atteggiamento quasi da grande ospite, che ti fa entrare in una sua ipotetica spiaggia e ti lascia divertire e rilassare... Unica pecca, a Vigevano manca il mare, manca la spiaggia, ma quelli la gente può sempre immaginarseli.
Al suo fianco la sua impeccabile band: Adam Topol alla batteria, Zacj Gill alle tastiere e Merlo Podlewski al basso.
La scaletta sorprende piacevolmente, partendo come è ovvio con gli ultimi singoli To the sea e You and your heart, spostandosi poi con Mudfootball al primo album, a cui segue Brushfire Fairytales, che gli diede il successo.
Finalmente la strafamosa Upside down, il cui video deve aver incantato non solo tanti bambini con la complicità della scimmietta George. Mentre scorrono poi le note di taylor, come anche di qualche canzone precedente, si può notare sullo sfondo la riproduzione di video od immagini che portano alla mente l’oceano: ci si potrebbe davvero credere, se la brezza estiva di questo luglio birichino non avesse costretto molti a mettersi le felpe.
Ottima poi l’esibizione con Kaki King su Breakdown.
Una splendida conclusione con Times like times e Better together.
La manifestazione 10 Giorni Suonati di quest’anno può ritenersi conclusa nel modo migliore possibile, soprattutto vedendo le facce contente di chi pian piano si incammina alla macchina.
Rockzilla! A Music Apart
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