Incubus @ Mediolanum Forum, Milano 15-11-2011

16.11.11 - posted by Cecco Share

Recensire un concerto non è mai facile, soprattutto quando si tratta di una band che è stata presente nella vita di qualcuno. Il qualcuno che vi scrive in questo momento, ricevette in regalo per il suo 15esimo compleanno Morning View degli Incubus, e da quel momento Josè Pasillas e soci (si, Brandon Boyd è il frontman, ma esistono anche gli altri eh) si sono fatti largo nella mie personalissime preferenze musicali, occupando I-pod, librerie I-Tunes e compilation alla Rob Gordon in maniera persistente e massiccia.
Arrivare a 25 anni e non averli ancora visti dal vivo mi suonava un po’ come una beffa, considerando che ad esempio potrei recitarvi a memoria le battute del loro spettacoloso Dvd Look Alive, che li vedeva impegnati in giro per il mondo per la promozione di Light Grenades.
A distanza di 3 anni dalla loro ultima apparizione in terra italica, gli Incubus tornano in una location grande e adatta al loro audience abituale, per presentare i nuovi brani tratti dall’ultimo album, If Not Now, When?.
Album che ha convinto poco, molto lontano dall’essere brutto, ma che comunque li ha visti per la prima volta incontrare i malumori dei fan e della critica.
In ogni caso alle 9 in punto, le luci si abbassano e il boato del Forum di Assago li accoglie sul palco e senza soffermarsi troppo attaccano con Megalomaniac, tanto per dare un tono all’ambiente. Lo splendido video di Floria Sigismondi fa da sfondo all’esecuzione impeccabile, ma sinceramente un pò fredda, di questo meraviglioso pezzo tratto da A Crow Left Of The Murder, a cui segue subito Pardon Me, altro classicone da lacrimoni agli occhi. Però…
C’è un però, che questo inizio di concerto sembra troppo freddo, troppo professionale, e il trittico di brani tratti dal nuovo album non aiuta ad ingranare la marcia giusta. Adolescent, Promises Promises e If Not Now, When ? sono bei pezzi certo, ma mancano completamente di mordente e di presa sulla folla, facendo calare l’intensità di questo inizio concerto.
Brandon Boyd, il tanto acclamato Brandon Boyd, non fa niente per creare un legame con il pubblico e per tutto il concerto si limita a dire “Grazie”, facendomi rimpiangere i non certo loquacissimi Interpol.
Finalmente, e ripeto finalmente, la band Californiana si decide a suonare come il pubblico adorante comanda e l’inizio di Anna Molly sveglia completamente un Forum assopito. Da circa metà platea mi ritrovo, volutamente, in seconda fila urlando come una groupie isterica, riconoscendo infine quel gruppo capace di entusiasmare come pochi altri al mondo.
Tra le canzoni che mai e mai mi sarei aspettato spuntano Have You Ever, da Morning View, e la spettacolosa Glass, risalente addirittura a S.C.I.E.N.C.E., che alzano ancora l’intensità appena prima del classico momento acustico, dove Brandon Boyd e Mike Einziger propongono due versioni intimissime di Defiance e Love Hurts, con la seconda soprattutto a scatenare il momento karaoke nel pubblico.
Da qui in poi è un continuo crescendo, partendo dalla sempre meravigliosa Talk Shows On Mute, passando per A Kiss To Send Us Off (personalissimo highlight della serata), una versione alternativa con un intro molto particolare e ricercata di Dig, la sempreverde Switchblade e finendo con le “ovvie” Drive e Wish You Were Here, in una sorta di carrellata dei successi della band. Il problema è che manca completamente il contatto con il pubblico, anche in una canzone conosciutissima come Drive, dove la band sembra limitarsi a fare il compitino per rendere felice le migliaia di persone accorse al Forum.
Dopo qualche minuto di pausa, gli Incubus tornano sul palco per l’encore e riescono comunque a tirare fuori dal cappello una chicca come A Certain Shade Of Green, che suona come uno schiaffo che ci riporta tutti nei meravigliosi anni ’90. Tanti cantano, tanti saltano, molti pogano e altrettanti si guardano intorno chiedendosi che canzone stiano suonando. Ma tutti si divertono, questo è sicuro.
La conclusione di questo live è affidata alla più evocativa e “sperimentale” canzone tratta da If Not Now, When?, e cioè Tomorrow’s Food. Mentre la band suona in controluce, alle loro spalle sul megaschermo scorrono immagini davvero suggestive. Una canzone incantevole, quasi curativa, che cancella i malumori e mi regala qualche attimo di pace interiore.
Gli Incubus ormai sono una corazzata, un’istituzione. Non possono deludere, perché dal vivo suonano meglio che su disco e perché hanno un repertorio di canzoni semplicemente straordinario. Potrei lamentarmi delle poche parole rivolte ai tanti fan italiani, ma sinceramente la loro musica basta e avanza.


© Photo: Elena Di Vincenzo
www.elenadivincenzo.com

1 Comment

  1. 1 eria
    November 17, 2011
    01:20 pm
    io ero in prima fila, davanti a brandon, posso solo aggiungere dal mio punto di vista (che nne a niente male) che è stato favoloso, forse sarà stata la vicinanza ma noi li eravamo più che coinvolti, ogni volta che ci guardavano sembrava davvero che cantassero solo x noi, e il sorriso dolcissimo di brandon alla fine di ogni canzone, che sembrava dire "ma davvero vi piace cosi tanto? non me l'aspettavo" dava a quel grazie ancora più valore, perchè da li, da dove stavo io almeno si vedeva la sua espressione, che a detta anche di quelli che avevo vicino, sembrava essere emozionato anche lui... in ogni caso è stato indimenticabile e impagabile :-)
     
 

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