Live: Sun Kil Moon al The Academy (Dublino)

22.09.08 - posted by darkmavis Share

Sabato scorso sono andato a vedere i Sun Kil Moon, o per meglio dire, Mark Kozelek, insieme a Massimiliano (no, non cantava con Kozelek ma era con me al concerto).
A differenza del mio amico, non ho mai apprezzato molto il genere, ovvero il Folk rock, ma spesso i concerti dal vivo rendono tutto più bello e fanno capire veramente il valore di un artista, cosa che mi è successa con gli Okkervil River, ma cmq si può dire che in genere è quasi sempre così. Ho detto "quasi" per due motivi: non credo negli assolutismi e perchè i Sun Kil Moon sono l'eccezzione alla regola.
Il palco si presenta scarno: batteria, amplificatore per il basso, e due amplificatori fender (credo) di ottima qualità ma veramente piccoli, e null'altro. Non che spesso ci sia bisogno di più, però in quel minimalismo eccessivo mi puzzava. La band entra, il pubblico rimane abbastanza freddo (ma forse era dovuto anche al fatto che l'eta media era sui 35 anni) come se fosse una schiera di esaminatori, e la band fa tutto il possibile per far rimanere il clima freddo. Penso che Kozelek, se non fosse per qualche frase nella seconda metà del concerto, possa battere il record di non comunicatività, fin'ora detenuto da Cristiano Godano dei Marlene Kuntz. Kozelek non guarda mai il pubblico, non guarda neanche i membri della band, non guarda niente. Non ho capito se è semplicemente timido, o semplicemente stava lì perchè lo avevano pagato ed allora doveva fare sto "sporco" lavoro.
Ma su questo ci si potrebbe anche passare sopra, il problema vero e proprio è che a differenza di quello che fa in studio e che cmq ascoltando gli album ci sono degli alti e bassi, momenti lenti ed alti più veloci, c'è dinamismo insomma! Il concerto invece è praticamente tutto piatto, talmente piatto che a volte non capisci se ha appena iniziato la canzone o se la sta finendo. Il pubblico a parte un paio di occasioni, rimane mediamente freddo. Il mio stesso amico che cmq apprezzava molto più di me la band, ne rimane deluso.
Senza contare poi le imprecisioni, che capitano per carità, ma lo stesso frontman a volte si perdeva, e sta cosa non la tollero da un "professionista".
Ho usato questa parola ("professionista") proprio per farvi capire un'altra cosa che mi ha colpito molto: a parte il batterista che sembrava l'unico contento di suonare su quel palco, tra i vari membri del gruppo non c'era feeling, il bassista sembrava che stesse pensando alle vacanze, Kozelek e l'altro chitarrista si parlavano attraverso il roadies che faceva da portavoce, sembravano 4 "professionisti" che suonavano solo perchè pagati, non perchè gli piaceva suonare insieme davanti al loro pubblico.
Non voglio dire che il concerto ha fatto schifo, non è vero, ma sicuramente non m'ha lasciato niente alla fine, bravi esecutori ma molto chiusi in loro ed incapaci di regalare emozioni, cosa che di solito ci si aspetta ad un concerto.

Un'ultima cosa: visto che l'artista non permetteva di fare scatti durante il suo concerto (e da bravo fotografo sta cosa m'ha scocciato non poco) ho dovuto usare scatti altrui, e volevo ringraziare Elena Morelli per la gentile concessione delle foto, e vi invito a visitare il suo account flickr ed il suo sito personale, visto che è una bravissima fotografa.

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