Brett Anderson

07.02.10 - posted by MissElena Share

Ecco, ci siamo finalmente!
Il ciuffo inglese più famoso degli anni 90 è tornato in Italia con il suo progetto solista per presentare il suo terzo lavoro. Unica data italiana che si svolge nel piccolo Tunnel Club di Milano.
Si sa, i concerti in Italia, raramente iniziano all’orario comunicato e il medesimo non vuol fare eccezione.
In questo caso però, l’attesa verrà estremamente ben ripagata.
Aprono la serata gli Iori’s eyes, gruppo milanese, che negli ultimi mesi ha avuto modo di farsi conoscere abbastanza, almeno nel capoluogo meneghino. Sono molto particolari: delicati quasi, con canzoni lente e melodiche, ma per nulla scontate. La voce del cantante ha un che di fragile ed affascinante. Vi consiglio di cercarli su youtube per farvi un’idea: “As Always” è un ottimo ascolto di prova e sono sicura vi piacerà. Non dovesse essere di vostro gradimento, sono certa che almeno vi colpirà!
Cambio palco e finalmente alle dieci passate esce prima il gruppo, poi Brett: rimarranno sul palco per un’ora ed un quarto circa.
Un concerto forse breve, ma decisamente intenso.
La sua silhouette è affascinante; solito ciuffo e qualche ruga in più, che però non pare dispiacere molto alle ragazze presenti…La sorpresa è che sembra davvero in ottima forma. Non che si pensasse non potesse esserlo, ma voci di corridoio e di rimando sulla situazione della sua voce avevano un po’ preoccupato i più: invece questa c’è, ed è bellissima, e si unisce ad un’ottima forma fisica che permette a Brett di compensare la comunicazione in entrambi i piani: sembra difatti in molte parti del concerto, quasi cercare proprio fisicamente il modo più appropriato di esprimersi. L’intensità che riesce a raggiungere è massima quando canta “Leave me Sleeping” seduto sul palco, ad occhi chiusi. Quasi immobile riesce ad incantare un pubblico attentissimo.
Ovviamente pezzi degli Suede sono “banditi” e vengono ripercorsi gli album solisti.
Particolare presa sul pubblico hanno i pezzi nuovi di Slow Attack: come sapranno bene i fans, questo disco a differenza dei vecchi album risulta un po’ più minimalista con pezzi molto più romantici e poetici e questa atmosfera più intima si respira all’interno del Tunnel. “Love is dead” trascina un  pubblico a dir poco esaltato verso la fine del concerto, che termina sulle note di una “Ashes of us”, molto sentita e decisamente splendida.
Due cose sono da far notare: nel set acustico, tenuto dal solo Brett, il pubblico è rimasto in un completo silenzio. Non si è sentita alcuna voce se non quella del cantante… Sembra impossibile, ma questo credo sia stato uno dei momenti più belli ed emozionanti dell’intera serata.  La seconda invece riguarda lui: ogni sorriso, ogni smorfia, ogni movenza quasi “isterica” in alcuni punti hanno lasciato, almeno in me, un ottimo ricordo.
Credo fosse contento lui per primo di quello che stava realizzando, e di conseguenza, vedendo un pubblico soddisfatto s’è lasciato andare a continue “piccole confessioni” su come fosse davvero contento di essere di nuovo nella “lovely” Milano. Anche se le parole erano davvero superflue… Un suo sguardo o un suo sorriso già comunicavano tutto questo. Beati quelli delle prime file che hanno potuto guardare all’interno di quegli occhi azzurri e vedere la sua viva gioia di essere su un palco.
Concerto che ha convinto e che ha regalato circa 80 minuti di una classe e di uno stile che non è da tutti.

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