Teatro degli Orrori VS Neve, 1- 0.

09.02.10 - posted by MissElena Share

Il Teatro Degli Orrori sembra ormai avere un bruttissimo rapporto con la neve. La temutissima avversaria ha nuovamente  tentato di far saltare uno spettacolo del gruppo, questa volta al Bloom di Mezzago. Dita incrociate e preghiere fino alle sei di sera hanno forse concesso alla pioggia di scendere così da convincere noi fans ad andare al locale. Meno male, perché lo storico club è davvero nel mezzo del nulla della Brianza… Ed ulteriori centimetri di neve non avrebbero di certo aiutato! Alle undici circa sale sul palco il gruppo d’apertura; i Goran D. Sanchez scherzano inizialmente col pubblico, presentandosi con un bislacco spagnolo… Alla fine svelano la loro italianità ed un buon talento nel loro genere. I presenti, almeno quelli delle prime file, sembravano abbastanza partecipi e soddisfatti dell’esibizione del gruppo. In effetti hanno sfoderato una buona carica che va ad unirsi ad una buona presenza sul palco. Decisamente da approfondire se piace il genere. Scocca la mezzanotte e dopo qualche minuto arrivano loro: il pubblico è in estasi fin da subito.

Le scalette sono ben visibili per la prima fila: basta contorcersi un pochetto e si scopre che vi sarà un buon e calibrato mix di canzoni nuove (Quasi tutte all’inizio) e di quelle del primo disco.

Il Bloom come dicevo è piccolo, non vi sono transenne, così non vi è alcuna distanza tra i ragazzi e il gruppo: la carica che si respira è portentosa. In alcuni momenti, quasi spaventano le facce dei ragazzi che stanno pogando, talmente sono in estasi: sembra si stiano cibando dell’energia sprigionata dai 5 musicisti.

E’ davvero strabiliante!! Ci sono dei secondi in cui servirebbe una maschera per sopravvivere a tutto il fumo proveniente dal palco, ma nemmeno questo fa calare il divertimento e l’attenzione con cui TUTTI seguono l’esibizione. I discorsi di Pierpaolo piacciono ed essenzialmente partono da quelle canzoni un po’ più sentite, come A sangue freddo, Alt! E Compagna TeresaE’ stato già ribadito più volte (Anche su Rockzilla) che il Teatro degli Orrori è un gruppo il cui scopo è comunicare, che vuole far usare il cervello per pensare e riflettere… Almeno riguardo alla realtà in cui si sta vivendo. Piccoli (ma mai scontati) spunti per far ragionare gli ascoltatori. Quindi non sembra affatto fuori luogo avere un commento del Capovilla che introduce alcune canzoni, anzi… E’ molto gradito.

Piace e piace tanto questo concerto! Chiudono “Dio Mio” e “E lei venne!” e chi conosce le canzoni può immaginare la carica con cui è terminata la serata. Gli stessi Gionata e Tommaso concludono con due urla che agitano ancor di più la folla. Al termine mi guardo attorno e vedo solo volti sorridenti e soddisfatti. Eppure io non sono ancora sicura di aver compreso quello che ho visto... Mi sento un po’ stranita, ma sicura di essere contenta per le per le emozioni che mi hanno nuovamente suscitato: sempre più belle, sempre più forti. Premetto che di concerti del TDO ne ho visti, ma questo è stato uno dei migliori in assoluto.

Mai e poi mai ho visto il Capovilla così interattivo con le prime file, così carico e “pazzo”. La sicurezza è dovuta correre e sostenerlo nel ritorno sul palco per i suoi quattro stage diving: il crowd surfing deve essergli piaciuto eh! Ragionando su ciò che ho osservato on stage devo ammettere che sono ancora un po’ triste per la dipartita di Favero (beh, per chi li segue dall’inizio credo sia normale), ma i nuovi acquisti piacciono e convincono: ormai Nicola Manzan e Tommaso Mantelli sono a bordo del Carrarmatorock e sembrano non stare affatto scomodi.

Non posso che dire che già mi mancano, che non vedo l’ora di rivederli e che vorrei davvero in Italia ci fossero altri gruppi di pari spessore!

Ah, ultimissimo appunto: i complimenti al pubblico credo siano obbligatori, sia per l’esser usciti di casa con la neve (Non era scontato], sia per la passione con cui hanno accompagnato il gruppo nelle quasi due ore di concerto.

Ora… Ditemi qual è la prossima data perché credo di essere già in astinenza.

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