Quando le luci si riaccendono al Palasharp di Milano si può notare che questo è pienissimo: la “grande occasione di turno” è il concerto della Dave Matthews Band.
Personaggio eclettico e con un viso che non può fare a meno di rendertelo subito simpatico, Dave Matthews ha stregato l’Italia negli scorsi anni con il live al Dal Verme di Milano insieme a Tim Reynolds e con il concerto tenutosi a Lucca nel 2009. Un artista serio e preparatissimo, con la A maiuscola! Il pubblico presente è assortito a livello di età e personalità, ma tutti sono partecipi fin dal primo momento in cui la band mette piede sul palco.
Il suo gruppo inizia subito riscaldando il cuore e lo spirito di ogni presente con proudest monkey, a cui seguono molte canzoni tratte dall’ultimo album Big whiskey and the GrooGrux king, che si alternano a piccoli capolavori come satellite, crash into me, jimi thing, don't drink the water, everyday, ants marching. Il gruppo è allegro e contento della serata che sta costruendo e lo si nota: lo stesso Dave parla spesso col pubblico e riesce a strappare un sorriso nell’affermare il suo amore per l’italia (e i suoi “prodotti”) con la frase “Your food… Makes me eat too much, your vine makes me drink too much, your women… Make me think too much”.
Splendido. Ed allo stesso modo i suoi compagni di palco non riescono a non stregare: c’è da sottolineare che il resto del gruppo ha modo di avere i propri spazi e di porsi in luce, ciascuno nel suo talento.
Particolare attenzione la meritano tutti, nessuno escluso: ricordiamo il gigante Rashawn Ross e la sua tromba, l’iperattivo e danzante Boyd Tinsley e il suo violino, il sassofonista Jeff Coffin, Tim Reynolds, il bassista Stefan Lessard e Carter Beauford alla batteria.
Elenco lungo, ma d’obbligo per la loro bravura.
Che sia l’intera band o il solo Dave (nell’encore suona in solitaria baby blue) il livello dell’intero concerto è stato molto alto: più di due ore e mezza di spettacolo (E che spettacolo!), che non smettono di emozionare se solo ci si ripensa.
C’è chi dice che a Lucca lo spettacolo sia stato ancora migliore… E questo lascia un po’ sorpresi… Perché se la qualità qui è sembrata già di livelli alti, non si riesce davvero ad immaginare cosa sia successo lo scorso anno nella piazza toscana e non si può fare a meno di invidiare chi ha presenziato allo scorso evento.
Rockzilla! A Music Apart
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