Synthetic season +JEFFREE STAR + Brokencyde

27.04.10 - posted by MissElena Share

Jeffree Star è uno che ha capito come far interessare la gente.
Che piaccia o no, è conosciuto per fama, per gesta epiche di “difesa” delle celebrità in decadimento, per non lodi e soprattutto per quel suo look totalmente affascinante.
Potrete non essere d’accordo, potrà non piacervi, ma già il fatto che se ne parli e che siano riusciti a portarlo in Italia è una conferma. Musicalmente non rientra nelle corde e gusti del sito e della musica che si recensisce di solito qui, ma la data milanese allo Zoe era troppo “appetitosa” per non presenziare: hanno aperto i Synthetic Season, gruppo inglese formato da due giovani ragazzi, che hanno preparato all’attesa dell’evento i fans presenti: decisamente piccoli, hanno suonato convinti sul palco, forse in un modo un po’ sopra le righe, ma di certo la giovane età sa far perdonare tutto. Comunque decisamente troppo “teneri” per dare un qualsiasi giudizio negativo.
In quei pochi minuti di cambio palco la gente si è accalcata sempre più stretta, tanto da dare l’impressione di essere nella metropolitana milanese alle 5.30 del pomeriggio… Potrete immaginare cosa sia accaduto una volta che Jeffree Star è salito sul palco: urla, gente isterica (E comunque non un gran pubblico, da incolpare probabilmente hai troppi concerti in città la stessa sera), commenti al di là di ogni pudore. Lui invece splendido: perché ha costruito un personaggio che affascina. Piace la chioma rosa sbiadita, il taglio, il microfono brillantinato come i suoi stivali e la marea di tatuaggi di cui il suo corpo è vestito. Sempre pronto a lanciarsi verso gli obiettivi: sa benissimo che è una gran bella vetrina quella che è stata costruita, e lui ne è l’artefice in primis, quindi se ne diverte e se ne compiace. Musicalmente non eccelso, riesce a far divertire, cantare e commentare il pubblico. Scambia qualche battuta con doppi sensi (logici) e continua lo show senza grandi picchi, pur comunque concedendosi sempre e generosamente ai presenti. Chiudono i Brokencyde, gruppo crunkcore del New Mexico che è riuscito a terminare la serata coinvolgendo il più possibile. La serata finisce con una vera e propria invasione del palco da parte degli artisti della serata: sono seriamente TUTTI sul palco, quindi diciamo circa una decina di persone che saltano, cantano, ridono e si divertono. Al termine l’impressione sembra quasi quella di aver partecipato ad una festa privata, un po’ intima, che non si sa come giudicare perché insolita: c’è decisamente molto a cui pensare dopo aver visto Jeffree Star.

Nuovo Commento