Il titolo potrebbe fuorviare e me ne scuso, ma dopo averlo seguito in queste due date acustiche in Italia mi sembrava appropriato.
Descrivere due date non è semplice… Soprattutto se senza pausa tra loro e con la medesima scaletta, ma vediamo di provarci.
Lanegan pt.1
Prima tappa sono i Magazzini Generali di Milano, giorno 13 maggio 2010. L’idea di arrivare lì presto per assaporare l’esperienza (non nuova) di una sua prima fila, mi fa fare incontri sempre interessanti: conosco persone che arrivano da Genova, da fuori l’Italia e dalle province più disparate di Milano. Così si attende insieme l’apertura, parlando tra noi fans di ogni cosa possibile: del posto, le aspettative, le scalette fatte, concerti visti… Di tutto ecco!
Poi aprono e semplicemente ci si trasferisce a parlare dentro, al freddo.
Le prime file smettono di conversare quando sale Duke Garwood sul palco perché c’è interesse e curiosità per questo cantante blues di Londra che a tratti con la sua voce a me ricorda Tim Buckley: decisamente un gran talento e davvero bravo. Il ragazzo è eclettico e mostra buon carisma, soprattutto per andare oltre al continuo “ragliare” dei poco interessati. Scusate il termine un pò forte, volutamente maleducato, ma ad un concerto non pretendo il silenzio, ma almeno vorrei sentire chi canta: cosa che a giudizio di quelli con cui ho parlato alla fine, è stato trovato molto difficoltoso. Piccolo consiglio per una prossima volta: fuori o in fondo, vicino al bar, di certo si stava più comodi e larghi… Bastava fare due passi ed avreste evitato di disturbare chi era interessato all’artista in questione.
Finito col londinese l’aspettativa è altissima: un concerto acustico di Lanegan è qualcosa che i suoi fans sognano da tanti anni e quando finalmente sale sul palco l’affetto dimostrato dal pubblico è tanto. Rigoroso silenzio con lui. Ovvio.
Attacca Dave Rosser e poi si sente finalmente quella voce che è in grado di stregare TUTTI.
Snocciola inizialmente When your number, one way street, no easy action, per poi passare a Miracle, Shilow Town etc… Emozionante la cover Julia’s dream e On Jesus’ Program. Ancora di più Traveler con Duke alla chitarra a supporto di Rosser e Bombed.Poi Wild Flowers e chiusura con Hangin' tree. Beh. Per farvi avere un’idea esatta della serata bisogna però dire che Mark arrivava (Mi auguro ora sia guarito del tutto) da un’infreddatura o qualcosa del genere, dicono dalla data di Vienna… E questa cosa s’è sentita durante il concerto. Qualche intonazione più alta del solito e una Bell Black Ocean che non ha voluto suonare. Alcuni problemi tecnici e delle luci troppo forti dirette sul pubblico hanno svalutato a mio opinione il concerto, che è durato all’incirca un’ora e venti. Si esce insomma dai Magazzini con l’impressione che si è contenti, ma che si potesse ricevere di più.
Mai e poi mai avrei pensato di poter dire una cosa del genere su un concerto del “Roscio”.
Eppure è così.
Ma diamo la colpa all’influenza e stop.
Lanegan pt. 2
14 Maggio 2010
Circolo Degli Artisti - Roma
Il cielo piange ed i fans sono costretti sotto gli ombrelloni e sotto la tettoia del Circolo in attesa dell’apertura dei cancelli.
L'aspettativa è sempre tanta, nonostante avessi un qualche timore che la situazione nel frattempo fosse peggiorata… Si entra, prima fila… Si salutano gli amici di Roma e si attende.
Al solito prima sale Duke… Ed a differenza di Milano, la maggior parte del pubblico è attento ed in silenzio!
Rispetto per l’artista? Forse.
Interesse per la musica? Di certo.
E ringrazio tanto questa cosa… Godersi Duke in pace è qualcosa che me l’ha fatto valutare ancor più positivamente: tutto si sentiva meglio e le luci del Circolo, a differenza di quelle della location di Milano, erano più tenere verso gli occhi del pubblico… Quindi almeno posso dire di averlo visto in faccia durante l’esibizione!
Ed è stato bello poterlo sentire col rispetto che meritava.
Ottima esibizione e se non avete potuto sentirlo vi consiglio il suo album “The sand that falls” perché è stupendo.
Dovesse ricapitare in giro per lo stivale andate a vederlo, non ve ne pentirete.
Poi dopo una breve pausa in cui vengono sistemati microfoni e spie, salgono sul palco Rosser e Mark: come già accennavo la setlist è la medesima… Però il “Roscio” sembra in forma migliore e il concerto sembra essere già dal principio un po’ più bello. Un Dave sempre preciso, se ne sta un po’ in disparte, anche perché oscurato dalle antipaticissime luci blu; è ovvio che tutta l’attenzione si concentra sulla figura imponente di Lanegan che si staglia dal palco nella sua classica posa.
Il pubblico romano pare anche più contento delle canzoni scelte e ad ogni canzone partecipa in rigoroso silenzio, ma sfoderando alla fine un grande affetto.
Apprezzatissime sembrano The River Rise, One Way Street, No Easy Action e Resurrection Song. Ancor di più le cover.
Traveler giunge a Roma inaspettata quanto è stata a Milano e la reazione è la stessa: sorpresa e tanta emozione.E’ decisamente una situazione migliore di quella di Milano ed anche le canzoni suscitano nei fans suggestioni più forti.
Vedendo anche le reazioni di Mark dal palco ed i suoi ringraziamenti pare questa data sia decisamente migliore.
Promosso a pieni voti a Roma.
L’unica piccola critica che posso fare è per la scaletta più o meno identica. Forse qualche piccola variazione sarebbe stata maggiormente gradita… Non tanto per me sola, o per quei pazzi che come me (Mi auguro di non essere stata l’unica!) l’hanno seguito in questo tour italiano, ma per la possibilità di sentire canzoni un po’ più attese. Sarebbe diciamo stata più gradita la presenza di qualche canzone in più degli Screaming trees, o forse qualche canzone più particolare.
Però sono solo opinioni.
Se si osserva la scaletta si vede un Lanegan che forse ha cercato di ripercorrere la sua carriera con brani significativi (Mi pare manchino difatti solo degli estratti degli album con la Campbell).
E per quanto riguarda la durata chi non si lamenterebbe per quell’ora e venti fissa? Ma col senno di poi, pare abbastanza per allietare e far godere... E non troppo da annoiare.
Anche se c’è da chiedersi se uno come Lanegan possa annoiare la gente?
