Devo ammettere di avere un debole per i concerti in Piazza del Papa, si crea una bella atmosfera e il segno di benedizione (leggi anche disgrazia) della statua centrale rende il tutto più rock ‘n roll.
Richard Ashcroft è ad Ancona per l’unica tappa italiana del suo tour, evento più unico che raro per una città che tendenzialmente passa inosservata ai più. Questo concerto dà anche inizio alla serie di eventi organizzati dal Festival Spilla, che, bisogna dirlo, porta sempre qualcosa di interessante e parecchio “british” nella costa.
Richard & the United Nations of Sounds salgono sul palco intorno alle 22.00 e iniziano subito con il nuovo singolo Are you ready? Che, manco a dirlo, fomenta la folla. Mi sorprendo nel vedere un Ashcroft così espansivo con il pubblico, è vero che è la prima volta che lo vedo live ma mi aspettavo quel tipico distacco inglese di altri artisti simili. Il concerto continua alternando pezzi in anteprima dell’album in uscita in questo periodo (che si chiamerà Redemption) come Born Again , Beatitudes, How deep is your man e America. Non possono mancare i classici pezzi dei Verve che uniscono fan vecchi e nuovi, come Lucky man, dove si sente partire il pubblico in un coro piuttosto potente. Dopo aver suonato un altro nuovo pezzo, She brings the music, la band alle spalle di Ashcroft sparisce e rimane solo lui a cantare quattro pezzi in versione acustica. Il primo ammetto di non averlo mai sentito, fortuna il mio attento amico Mauri che mi è venuto in aiuto, e si tratta di Lonely soul una collaborazione con gli Unkle (un duo britannico di musica elettronica), gli altri tre sono la mitica Sonnet, Check the meaning e Drugs don’t work. Per concludere il concerto, torna sul palco la sua band e dopo altri tre pezzi Richard sparisce dietro il palco, il pubblico aspetta un po’ chiedendo un bis ma non avrà risposta. Devo dire che in quasi due ore Ashcroft mi ha stupito per il suo modo di coinvolgere il pubblico, cosa che non mi aspettavo, e il suo molleggiare continuo per tutto il palco. Il pubblico soddisfatto se ne torna a casa sapendo di avere assistito all’evento dell’estate dorica 2010, personalmente spero sia il primo di una lunga serie.
La foto usata in questo articolo e' di Giulia Traini, e potete vedere le foto fatte da lei al concerto cliccando qui.

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June 21, 2010
01:00 pm
June 21, 2010
09:06 pm