Brunori S.a.s.

25.05.10 - posted by darkmavis Share

Per una volta voglio dire basta alle band rock inglesi od americani, basta all'elettronica, basta al post punk, basta a tutto insomma. Infatti per una volta tanto, vi volevo presentare un cantautore italiano. Ed e' strano per me, visto che come ho detto in passato, non amo particolarmente la musica italiana, ed ancor di meno i cantautori. Per carita', gente come Guccini, Gaber, ed altri hanno scritto canzoni (anche se io preferisco definirle piu' strettamente poesie) bellissime, ma io faccio parte di un altro mondo. Ma non vi voglio star ad annoiare con i miei motivi sul perche' non amo quel tipo di musica, fatto sta' che non mi piace, o ne sono indifferente.
E questo punto uno sano di mente si dovrebbe chiedere perche' vi sto a consigliare Brunori S.a.s.
In parte si spiega perche' forse sano di mente del tutto non lo so, ma in parte perche' forse per pura illogica mi piace. Mi piacciono i testi ironici di questo ragazzo di Cosenza. Mi piace la semplicita' e la contemporaneita' di questi testi. Ma in parte ha anche un fascino che e' difficile da descrivere. E' come se qualcuno ti chiedesse perche' il tuo piatto preferito e' la pizza. Come fai a dirgli testualmente il motivo? Ti piace e basta. Non mi chiedente neanche di paragonarlo a qualcuno,usando frasi fatte come "E' il nuovo Rino Gaetano", perche' sono un'ignorante della musica d'autore italiana.
Sara' poi comunque che magari nei suoi testi in parte mi ci ritrovo pure io, come penso ci si ritrovi buona parte della sua (e mia) generazione. Mi dispiace Kids, ma ormai e' tardi per apprezzare Edwige Fenech, lasciatela ai nostri ricordi di quand'eravamo come voi.
Ad ogni modo, io vi consiglio di:
1. Andare sulla sua pagina MySpace.
2. Comprare il suo disco (o se siete fortunati come me ad avere Spotify, ve lo ascoltate da li', ma cmq i soldi per questo artista sono ben spesi a mio avviso).
3. Andarlo a vedere dal vivo se vi suona non troppo lontano da dove state.
4. Vedervi il video qui sotto.

Si ringrazia Matteo Zanobini per la gentile concessione della foto utilizzata in questo articolo.

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