Non so se vi siete accorti, ma da qualche anno a questa parte siamo stati letteralmente invasi dalle band australiane (e ciò non mi dispiace affatto). Una volta c'erano solo gli AC/DC e pochi altri, ora invece ce ne sono a bizzeffe, vedi i Jet o gli irrequieti The Vines.
Gli ultimi, per il momento, di questi gruppi australiani, sono i Wolfmother, capitanata dal cantante/chitarrista, dalla folta criniera, Andrew Stockdal. Formati nel lontano 2000, solo quest'anno sono riusciti ad approdare al successo internazionale con il loro primo album omonimo, un po' aiutati anche dal fatto che una loro canzone, Love Train, è stata usata per uno spot per i prodotti Apple.
Il disco è semplicemente bello, di un gusto retrò, tanto che in certi momenti mi sembra di sentire i Black Sabbath o i Led Zeppelin, ma allo stesso momento ha anche un gusto moderno, qualcosa che non sembra del tutto scontato.
Già dalle prime canzoni il disco parte subito sparato con la canzone Dimension, seguita da White Unicorn e dal primo loro singolo Woman. Però dopo la partenza a tutto gas, i ragazzi cominciano un po' a sentire il fiatone, e in certi punti il disco sembra rallentare i ritmi, forse un po' troppo. Nel complesso comunque rimane un bel disco, da ascoltare quando si vuole sentire del buon sano hard-rock, senza però andare a pescare i dischi in soffitta.
