Immaginate 4 ragazzi, nati e cresciuti in una città di nome Vänersborg, in Svezia, che oltre ad avere la passione per la musica sono anche skater, e che sono cresciuti ascoltando post-punk e brit-pop degli anni '80 e '90. Ora, aprite gli occhi, e vedrete i Division Of Laura Lee. L'album in questione è il loro quarto lavoro, intitolato "Das Not Compute", ed è ben lontano dai soliti canoni che ci hanno abituato altri loro connazionali.Il suono è in certi punti graffiante, basta ascoltare "Dirty Love" o "Q2", in altri psichedelico od addirittura claustrofobico, come la canzone "Breathe Breathe". L'album riporta in mente un alt-rock tipico degli ultimi anni '90 (un paio di pezzi mi ricordano addirittura i Gay Dad), e qualcosa di post-punk, ma un po' più raffinato.
Per i puristi dell'indie è sicuramente un album da non perdere, diretto ma profondo nello stesso momento.
