Si usano spesso parole forti per definire la musica rock in Italia, parole come “morta”. Beh, c'è chi a queste parole non fa caso, continua per la sua strada, inseguendo l'arte e nient'altro. Fanno senz'altro parte di questa categoria “Il Teatro Degli Orrori”, band che al loro secondo lavoro in studio sta ottenendo lo spazio che merita all'interno del panorama musicale italiano. L'album si intitola A Sangue Freddo, prodotto da La Tempesta Dischi (Tre Allegri Ragazzi Morti, Le Luci Della Centrale Elettrica) e da quando è uscito, nel novembre scorso, sta riscuotendo sempre più successo. Il punto di forza che caratterizza tutte e dodici le canzoni è senz'altro lui, Pierpaolo Capovilla, cantante ed autore dei testi, persona carismatica, di spessore, che con il suo particolare modo di cantare riesce ad ipnotizzarti.
Il primo singolo estratto è “A Sangue Freddo”, canzone molto impegnata, come del resto anche le altre. Capovilla riesce sapientemente e umilmente a miscelare i suoi pensieri e quelli del poeta nigeriano Ken Saro-Wiwa, rielaborando uno stralcio di una poesia di quest'ultimo. Cosa che fa anche con “Majakovskij”, dove rilegge “All'amato se stesso dedica queste righe l'autore” dello stesso Vladimir Majakovskij. Un'altra canzone molto interessante è “E' Colpa Mia”, brano che il cantante ama presentare come: “Il fallimento della mia generazione, quella del '68”. In realtà tutte le canzoni sono semplicemente dei capolavori, suoni potenti, originali e riff che non cadono mai nel banale.
A Sangue Freddo è travolgente, un susseguirsi di forti emozioni. Non ci sono molte altre parole per descriverlo. Ti rapisce e ti porta via...dal vivo, poi, è uno spettacolo da non perdere assolutamente!
