La domanda è: "E' ancora possibile in Italia scrivere canzoni di quel genere definito "leggero", con testi e musica non banali?". La risposta è: Froben. Anche se le loro canzoni andrebbero forse più definite "d'autore".
Non bisognerebbe scrivere altro, ma dilunghiamoci un po'. I Froben nascono in una "calda e umida serata" in quel di Siracusa, quando Andrea Alì propone a suo fratello Stefano proprio il nome del medicinale che sta usando per curarsi una laringite. Nel corso del tempo si aggiungono ai due altre tre persone, a formare il quintetto attuale.
Questo è quello che apprendo dal loro MySpace. Ora veniamo a Lo Sguardo Del Pazzo, album d'esordio della band. Già dalle prime note vengo rapito e portato in un mondo fatto di riflessioni, semplici, ma fondamentali, con un occhio rivolto alla quotidianità e l'altro al mondo dell'immaginario. Vengo dolcemente indirizzato da note musicali saggiamente posate lungo il cammino. Approdo in terre fatte di nuvole, tutte diverse, ma con quel qualcosa ad accomunarle. Quel qualcosa che mi piacerebbe definire intelligenza.
Lo Sguardo Del Pazzo è un album intenso. Dieci anni dalla nascita della band per dieci canzoni mature. Dieci canzoni per orecchie che amano farsi emozionare.
Con questo disco i Froben fanno centro e restiamo con la speranza che in futuro non cadano fra le grinfie di qualche Majors.
